Storytelling

Senza fissa dimora.

Napoli, stazione Centrale. Di giorno luogo di transito per migliaia di persone, pendolari, studenti e turisti, di notte vi trovano rifugio improvvisato senza tetto, disagiati, soli al mondo. Da anni però vi si alternano gruppi di volontari che, soprattutto d’inverno, portano cibo e coperte ai bisognosi di qualsiasi colore e nazionalità. Il posto in cui i vari gruppi di volontariato si soffermano, sempre lo stesso, diventa punto d’incontro di molte persone che sanno di poter contare, in determinati giorni della settimana e sempre alla stessa ora, sulla presenza di chi porterà loro un pasto, o - più semplicemente – è disposto ad ascoltarli. Nascono in questo modo piccole comunità spontanee formate da persone di diversa estrazione sociale (vi sono anche i “nuovi poveri” che hanno una casa ma non riescono ad arrivare a fine mese), nazionalità e religione, uniti dal bisogno e dalla consapevolezza della propria condizione. Tra questi volontari, vi sono i giovani della parrocchia “S. Maria del Soccorso” all’Arenella, tra i primi in città ad aver iniziato questa forma di volontariato, più di vent’anni fa.

Il liutaio Gaetano Pucino.

Il Maestro Liutaio Gaetano Pucino nella sua bottega del centro storico di Napoli. Non ha siti Internet né pagine Facebook, la sua unica vetrina è la finestra della bottega al piano terra che affaccia in via San Domenico Maggiore 9. Gaetano Pucino, 43 anni, costruisce violini da oltre un ventennio, esattamente come li costruivano i liutai napoletani nel settecento. Il suo laboratorio è ospitato dal 1999 all’interno di Palazzo Sangro, all’angolo della Cappella Sansevero, il museo più visitato di Napoli.

Processione di San Gennaro.

Il sabato che precede la prima domenica di maggio il Busto Reliquiario ed il prodigioso Sangue di San Gennaro sono accompagnati dal corteo dei busti d’argento degli altri Santi Compatroni, in ricordo della traslazione del corpo di San Gennaro a Napoli. Attualmente la Processione delle statue si muove nel primo pomeriggio dal Duomo, attraversando le strade del centro storico della città, in un lungo festoso tragitto che testimonia il commovente abbraccio col popolo napoletano. Il corteo raggiunge infine la Basilica di S. Chiara dove, nel corso di una celebrazione solenne, il Cardinale proclama il miracolo della liquefazione del Sangue. San Gennaro è l’unico santo “laico” della Chiesa cattolica, onorato da credenti e non credenti, in diversi modi, anche per la particolarità, unica al mondo, che la Cappella cinquecentesca che ospita le sacre Reliquie è di proprietà di una congregazione laica presieduta dal sindaco della città.

Pasquale.

Pasquale ha ottant’anni, vive del lavoro delle sue mani. La sua felicità è la casa che si è costruito, la sua terra, il suo trattore, il suo buon vino.

Festa dei Gigli di Nola.

La festa dei Gigli si svolge a Nola la domenica successiva al 22 giugno in onore di San Paolino, Santo Patrono della città morto nel 431 d.C. Inserita nel 2013 nel patrimonio morale ed immateriale dell’Umanità dall’Unesco, la festa ricorda l’evento leggendario della liberazione degli schiavi nolani ed il loro ritorno in Patria che il vescovo nolano riuscì ad ottenere dal sovrano africano. Il Vescovo, di ritorno dall’Africa, fu accolto dai Nolani in festa con dei gigli. Oggi quei fiori sono rappresentati da enormi catafalchi in legno, costruiti ogni anno da artigiani specialisti, sorretti da 128 uomini che portano in giro per la città le grandi macchine da festa. Il gran peso sulle spalle procura a molti di loro un grande callo, detto anche “pataniello” o “tumore di San Paolino”, di cui i “cullatori” nolani vanno fieri ostentandolo con soddisfazione.